Le prime ore nella Florida

Una volta atterrati, passati il controllo degli sportelli della “immigration” e presi i nostri bagagli ci siamo recati allo stand dei Taxi, dove, aimè abbiamo beccato probabilmente il tassista più anziano di tutti i tempi e non saprei dirvi chi dei due fosse più vecchio, lui oppure la sua auto. Avevamo la vaga impressione che ci abitasse in quell’auto. Fortunatamente è riuscito a portarci al primo hotel prenotato. Fatto il check-in e saliti in camera ci siamo accorti che ci avevano assegnato una camera con un letto “queen-size” che per JL non va assolutamente bene, vista la sua statura e le sue guerre col sonno. Al chè siamo andati a reclamare e ci hanno cambiato la camera e ora sì, che andava bene. Tutto OK quindi… ma ora sia la fame e la voglia di scoprire si annunciavano. Per passare la prima serata avevamo in mente di farci una passeggiata fino al quartiere “Little Havana”. Una camminata di un’oretta normalmente per noi è una passeggiata, ma i primi passi fuori dall’hotel con aria condizionata ci hanno smentito e abbiamo dovuto capitolare. È stata una fortuna aver scaricato in anticipo tutte le app dei trasporti pubblici sui nostri cellulari. Siamo stati molto sollevati dal fatto che l’autobus circolasse regolarmente, contrariamente alle informazioni fornite dall’addetto alla reception. Tutto è bene ciò che finisce bene e la nostra prima serata a Miami, trascorsa nella vivace e colorata “Little Havana” ci ha fatto dimenticare gli sforzi della lunga giornata.

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